aNobii

I servizi innovativi del Web 2.0 permettono di condividere in linea diverse tipologie di contenuti e informazioni, di contatti e di rapporti: dalle fotografie su Flickr alle diapositive su Slideshare, dai filmati su Youtube ai bookmark su del.icio.us, dagli amici su Facebook ai colleghi di lavoro o di settore su Linkedin.

Meno conosciuto, ma non per questo meno interessante dal nostro punto di vista, è il servizio gratuito lanciato nell’agosto 2005 da una società con sede a Hong Kong: si tratta di aNobii, una rete sociale che permette di condividere in linea collezioni personali di libri: l’utente inserisci nel proprio spazio schede sui testi in lettura o già letti e può decidere di farle vedere o no agli altri partecipanti.

aNobii è una variante della prima parola con cui è indicato in zoologia un tarlo del legno, che si annida anche nei libri: l’Anobium punctatum. La doppia “i” finale non è un errore, ma dipende dal fatto che il dominio “anobi.com” era stato già assegnato. Con aNobii è possibile catalogare i propri libri e scoprire i testi proposti dagli altri utenti. Al momento sono più di 4 milioni i volumi schedati.

anobii.jpg

Leggi il seguito di questo post »

NetMonitor

Una grande testata giornalistica nazionale, tra le prime a frequentare la dimensione on-line e, proprio per questo, tra le più influenti nel mondo della rete italiano, ha lanciato una sezione speciale del suo sito per osservare e raccontare la “conversazione” elettorale che si svolge in rete, in particolare nei blog e nei sistemi aggregazione delle informazioni.

Come iniziativa congiunta di Repubblica.it e Kataweb è nato ieri il blog NetMonitor, che si propone di pubblicare ogno giorno un testo riassuntivo del dibattito e delle iniziative, oltre a una selezione dei link più interessanti.

netmonitor.jpgCome viene spiegato nella presentazione dell’iniziativa:

Netmonitor non è un aggregatore, così come questo strumento viene inteso nella rete.
È il frutto di un lavoro giornalistico: ogni giorno leggiamo decine di interventi e proviamo ad offrirne una panoramica il più possibile completa ed interattiva, in modo che il lettore possa verificare ciò che è stato scelto e andare oltre per conto suo.

Netmonitor fornisce una visione il più possibile sinottica della conversazione, frutto del nostro lavoro professionale, ed in più mette a disposizione lo strumento internet per andare oltre il nostro stesso lavoro. Per questo motivo la lista di collegamenti che si trovano sulla fascia destra della pagina non è un “blogroll”, un elenco di fonti dato una volte per tutte. E’ la lista delle scelte del giorno di chi realizza la rassegna. E che quindi ogni giorno viene modificata. E’ “cronaca” della conversazione, sotto forma di link.

Leggi il seguito di questo post »

Il ritorno di Fahrenheit 451

Ci sono libri che lasciano il segno e ritornano a distanza di tempo all’attenzione, in forme anche diverse e attualizzate. In “Editing and Publishing” abbiamo parlato di longseller per segnalare quei titoli che dimostrano una vitalità pluriennale, fuori delle mode e delle strategie editoriali di mercato. Vi sono altri testi che, nel corso del tempo, ispirano trasposizioni sul grande schermo o a teatro, diventano l’emblema di punti di incontro e sono presenti diffusamente nella rete Internet.

fahrenheit.jpgÈ sicuramente il caso di Fahrenheit 451, fortunato romanzo di fantascienza di Ray Bradbury pubblicato all’inizio degli anni Cinquanta. La storia è ambientata in un futuro ravvicinato, in una società che ha deciso di mettere al bando la lettura dei libri e ha imposto l’uso della televisione per istruirsi, informarsi e divertirsi. Il protagonista è un vigile del fuoco, addetto proprio al rispetto della legge contro la lettura, che casualmente e lentamente si accorge della insensatezza della sua vita e dei benefici che può ricevere dalla conoscenza attraverso i libri.

fahrenheit_film.jpgNel 1966 il regista francese François Truffaut aveva trasposto il racconto adattandolo per il grande schermo, con alcune soluzioni di grande suggestione, non presenti nel testo originale, come ad esempio gli uomini-libro, persone che hanno imparato a memoria i libri per trasmetterli alle generazioni future e che si chiamano con il titolo del libro che hanno studiato. Un’immagine, quest’ultima, improntata a un forte pessimismo e in parte riconducibile alla poetica di Truffaut, ma lontana dalla visione più positiva espressa nel finale da Bradbury,

Chi volesse (ri)vedere il film può partecipare all’iniziativa promossa dalla Fondazione Lelio e Lisli Basso “Cinema in biblioteca” che inizia il 6 marzo 2008 alle ore 16. Introdurranno Luciano Canfora e  Fabio Troncarelli con interventi sul tema “Libri all’indice e censura”. L’invito per partecipare è qui.

Leggi il seguito di questo post »

Vendere in linea capitolo per capitolo

made_stick.jpgLa notizia è stata pubblicata sul «Wall Street Journal», il più importante giornale economico americano, ed è stata ripresa in Italia dalle “cronache digitali” di «Visionpost»:
alcuni editori americani stanno sperimentando nuove modalità di vendita
in linea, arrivando a proporre l’acquisto di singoli capitoli di un
libro.

Prendendo esempio dal modello di vendita di singoli brani musicali a un costo contenuto, sviluppato con successo da iTunes, il gruppo
editoriale americano Random House, che appartiene all’editore tedesco
Bertelsmann, ha deciso di mettere in vendita i capitoli di un libro di
successo del 2007: Made to Stick di Chip Heath e Dan Heath, professore di Comportamento organizzativo il primo e consulente per i Policy Programs dell’Istituto Aspen il secondo.

A sua
volta, HarperCollins, che
appartiene al gruppo NewsCorp del magnate australiano Murdoch, permetterà  per un limitato periodo di tempo di  “scaricare”
gratuitamente alcuni titoli del suo catalogo, tra cui il romanzo The Witch of Portobello di
Paulo Choelo (edito in Italia da Bompiani nel 2007).

Alcuni grandi editori – secondo il WSJ – si sono convinti che, siccome è diventato più facile scaricare i libri dalla rete ed è migliorata la tecnologia che permette la lettura sullo schermo, un maggior numero di lettori sceglierà di acquistare contenuti digitali.

“Vogliamo distribuire i nostri contenuti in modi nuovi e differenti”, ha dichiarato Matt Shatz, vicepresidente per il digitale della società Bertelsmann AG’s Random House.

In teoria, molti argomenti, come ad esempio le guide di viaggio, i testi dedicati alla cucina, alla tecnologia o alla salute, potrebbero diventare appetibili se l’acquisto fosse disponibile anche sulla base di singole parti (capitolo per capitolo).

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in Editori. Lascia un commento

VerdeNero

Un sito, un blog e altri strumenti del social software, come i video di YouTube o le foto di Flickr, accompagnano lo sviluppo di una nuova collana che si caratterizza attraverso due colori: il verde e il nero.

Verde come la natura, l’ecologia, lo sviluppo sostenibile; nero dal noir francese, ossia come racconto avvincente in cui importante non è la soluzione del
caso (come nei gialli classici), ma la comprensione delle cause del
crimine e dell’illecito.

“VerdeNero” diventa in una sola parola il titolo della collana tematica realizzata dalle Edizioni Ambiente in collaborazione con Lega Ambiente. L’asse editoriale ruota intorno all’espressione  “ecomafia”, un neologismo che vuole circoscrivere le attività criminali ai danni dell’ambiente naturale e storico-culturale. Di quali attività si tratta?

Attività poste in essere da organizzazioni malavitose senza scrupoli che avvelenano l’aria, i fiumi, i mari, i terreni agricoli, sventrano montagne e colline, rubano l’acqua, incendiano boschi e foreste, cementificano le coste, i parchi e i luoghi più belli. Convenzionalmente si suole dividere l’ecomafia in quattro grandi macro-crimini: ciclo dei rifiuti, ciclo del cemento, racket degli animali, “archeomafia”.

Leggi il seguito di questo post »

Blog-based peer review

Spieghiamo innanzitutto il titolo: con peer review si intende, in particolare nel mondo scientifico, la verifica a cui viene sottoposto un articolo o un saggio prima di essere pubblicato, attraverso l’esame fatto da tre o quattro specialisti che valutano la qualità scientifica del testo. Il tutto si svolge in modo anonimo: il nome dell’autore non è conosciuto dagli specialisti; gli eventuali commenti o le critiche giungono all’autore senza conoscere il nome degli specialisti. Il sistema funziona anche nel campo saggistico o letterario in modo non chiaramente formalizzato: un editore o il direttore di una rivista può far leggere un nuovo romanzo o un nuovo saggio a consulenti di sua fiducia, per avere una conferma della pubblicazione. Wikipedia traduce letteralmente le parole inglesi con l’espressione “revisione paritaria” e sostiene  la validità di questa procedura con la seguente motivazione:

La ragione principale della revisione paritaria è che è molto difficile per un singolo autore, o per un gruppo di ricerca, riuscire ad individuare tutti gli errori o i difetti di uno studio complesso. Questo non perché le inesattezze siano aghi nel pagliaio, ma perché in un prodotto intellettuale nuovo e talvolta eclettico, un’opportunità di miglioramento può essere visibile soltanto a persone con conoscenze molto specifiche. Di conseguenza mostrare il proprio lavoro ad altri aumenta la probabilità che le debolezze vengano identificate e, grazie a consigli e incoraggiamenti, corrette. L’anonimato e l’indipendenza dei revisori hanno lo scopo di incoraggiare critiche aperte e scoraggiare la parzialità nelle decisioni sul finanziamento e la pubblicazione.

Con blog-based si intende, invece, un “sistema basato sui blog”, ossia l’idea di utilizzare il contenitore blog per sottoporre a peer review un testo in via di pubblicazione. Si tratta di un esperimento innovativo condotto da Noah Wardrip-Fruin, professore di comunicazione presso l’Università di California a San Diego, curatore di ben tre antologie sulle caratteristiche dei new media pubblicate dalla prestigiosa MIT Press e tra gli animatori del blog  multiautore “Grand Text Auto” dedicato alla narrativa, ai giochi, alla poesia e all’arte in ambiente digitale.

Leggi il seguito di questo post »

Sperimentazione tra la carta e la rete

Si presenta come una «esperienza di intrattenimento senza precedenti», mettendo da parte ogni falsa modestia.
Confonde i generi tradizionali miscelando il romanzo con i fumetti e con la rete Internet.
Ripropone la forma a puntate del racconto o riprende il concetto televisivo di serial.
Utilizza il trailer, su cui vedi questo post, e forme di marketing editoriale innovativo.
Spazia tra la rete e la carta ricorrendo al print on demand di Lulu, su cui vedi quest’altro post.
Non disdegna il ricorso al blog come diario in itinere del progetto e come termometro attivo delle reazioni dei lettori e degli utenti.
Invita gli appassionati a seguire lo sviluppo del lavoro partecipando alla fucina editoriale e contribuendo anche alla creazione degli snodi narrativi.
Si apre alla consulenza di economisti dell’e-business (Vladi Finotto di First Draft) per dimensionare la valenza on-line dell’iniziativa.
Propone, insomma, una sperimentazione a 360 gradi che integra la multimedialità e la interattività nel campo della letteratura e delle arti visive.
graphic-net-novel.jpgStiamo parlando di United We Stand, il primo graphic net-novel italiano, sceneggiato dallo scrittore Simone Sarasso e illustrato dal disegnatore Daniele Rudoni.
Sono previste sei uscite nel corso di quest’anno per le parti/capitoli del racconto: il volume 1 il 28 gennaio, il 2 il 28 aprile, il  3 il 30 giugno, il 4 il 1° settembre, il 5 il 3 novembre 2008 e il 6 gennaio del 2009.
Sono gli stessi autori a presentare l’intreccio del romanzo e le sue caratteristiche.

Leggi il seguito di questo post »

Editoria e Second Life

L’intreccio tra editoria tradizionale e editoria digitale in rete si è arricchito con il mondo virtuale di Second Life (SL) di una nuova e originale declinazione che amplia il panorama più conosciuto con percorsi non ancora completamente esplorati (per una introduzione a SL si può vedere questo post).
Thumbnail image for Vonnegut.jpgNella breve storia di SL la dimensione culturale è apparsa connaturata al concept originario di reinventare il mondo reale prescindendo da vincoli di tipo fisico o economico: come ha sottolineato il suo fondatore, Philip Rosedale, SL può appagare la realizzazione del sogno diffuso di vedere il mondo trasformarsi in base alle idee che si hanno in mente. I tentativi iniziali di realizzazione di questo concept sono stati necessariamente segnati da una preminenza della cultura tecnologica – informatica o telematica – e di quella legata all’architettura; quindi politica, economia e giustizia sono entrate come fattori regolativi nella vita del nuovo mondo.
Solo dopo la prima fase di consolidamento, a partire dall’inizio del 2006, arte, musica e letteratura hanno trovato spazio e forme di cittadinanza in SL, offrendo l’accesso di giovani artisti a spazi espositivi gratuiti o riproducendo nella realtà virtuale fenomeni ed eventi del primo mondo: così nell’agosto 2006 si sono svolti il primo concerto virtuale con l’esibizione della folksinger americana Suzanne Vega (il video è qui) e la prima intervista virtuale allo scrittore Kurt Vonnegut (nella foto), morto nell’aprile di quest’anno. Chi ha amato Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, uno dei romanzi più radicali contro la guerra mai scritti nel secolo XX, non può non provare una emozione assai forte risentendo la voce chiara e profonda di Vonnegut e rivedendolo per più di mezzora nelle sembianze di un giovane avatar.

Leggi il seguito di questo post »

Editoria e Second Life/2

[Per leggere la prima parte si può andare qui].

Gli editori italiani

In Italia l’interesse per SL è stato manifestato soprattutto da quegli editori, che hanno nel catalogo pubblicazioni legate direttamente al mondo virtuale o, più in generale, alle innovazioni della cultura digitale.
Guida Editori, casa editrice napoletana di saggistica e di letteratura fondata nel 1920, ha affittato uno spazio in Publishing Island per presentare le sue pubblicazioni e per organizzare eventi: in occasione della pubblicazione del romanzo Psychedelicon di Francesco Prisco, è stato organizzato l’happening BookParty ispirato al libro con musica rock psichedelica e avatar danzanti (il video dell’happening è qui). Ora la casa editrice ha aperto una nuova presenza in quel di Siena (sempre in SL) e ha intenzione di proseguire le proprie attività di promozione della lettura e della cultura del libro con iniziative che coinvolgano attivamente i residenti di SL, come per esempio il concorso fotografico “Log and Read” (informazioni ricevute da Paola Mazzucchi dell’AIE che ringraziamo vivamente) . Nel catalogo Guida è presente anche la Guida turistica essenziale a Second Life a cura di Carr Paul e Pond Graham.
mind_invaders.jpgCastelvecchi Editore, casa editrice romana che ha pubblicato nel 1995 Mind Invaders a cura del Luther Blissett Project (il gruppo che darà vita alla Fondazione Wu Ming su cui vedi questo post) e che si occupa di cultura underground legata alla sperimentazione e alle nuove tendenze, ha creato la sua presenza virtuale in SL nella Wondeland Island e ha sviluppato parallelamente un sito apposito: Qadeema. Qadeema, una parola ebraica che significa “avanti”, è presentata come la virtual branch della casa editrice, che pubblicherà testi in inglese per promuovere autori e libri che trattano la tematica dei mondi virtuali.
Meltemi Editore, infine, casa editrice anch’essa romana molto attiva
nella saggistica e nell’editoria universitaria, per la
costruzione del proprio spazio in SL ha lanciato il concorso
“Second Architecture for Meltemi Editore”, patrocinato dal Ministero
degli Esteri e aperto ai giovani designer del mondo digitale. I progetti presentati sono stati ben 18 e vincitore di un premio di 5.000 euro è risultato Imaginaria, presentato da un gruppo di giovani architetti che
si sono formati anche con il nome del loro avatar. Le foto dei bozzetti
sono visibili qui; di seguito ne riportiamo una.

Thumbnail image for meltemi.jpg

Leggi il seguito di questo post »

Libri e pubblicità: dal passaparola al trailer

Vi è capitato di vedere uno spot pubblicitario in televisione o al cinema dedicato a un libro? No? In effetti non succede quasi mai. I libri non rientrano tra i prodotti da pubblicizzare in 30 secondi con tecniche ripetitive uguali per tutto il pubblico.
Il successo di un libro è spesso legato al “passaparola” dei lettori e, più in generale, i libri si promuovono meglio sulla stampa quotidiana o periodica, in cui l’attenzione del lettore può essere catturata con la riproduzione della copertina, la fotografia dell’autore o dei testi ben scritti. Solo i grandi gruppi editoriali proprietari di giornali, come ad esempio Rizzoli con il «Corriere della sera» o Mondadori con «Panorama», possono però permettersi di acquistare una pagina o mezza pagina per pubblicizzare le novità o le ristampe del loro catalogo.
carofiglio.jpgGli editori di medie dimensioni, come ad esempio Adelphi, Il Mulino o Bollati Boringhieri, tendono a comprare  le manchettes laterali di una o due colonne per annunciare, sotto il proprio marchio, le nuove uscite del mese o del periodo.
I piccoli editori, infine, preferiscono investire le limitate somme a disposizione con interventi mirati quali:

  • le recensioni nelle pagine culturali dei quotidiani o negli inserti settimanali dedicati ai libri; una buona recensione da parte di un critico può spingere più di un lettore all’acquisto;
  • il rapporto diretto con i librai e le catene di distribuzione, a cui fanno pervenire fascicoli e depliant con i testi della quarta di copertina, oppure bollettini con l’annuncio delle nuove pubblicazioni;
  • la promozione di un romanzo o di un saggio a cui tengono particolarmente con eventi ad hoc: incontri con gli autori, presentazione del libro da parte di esperti più o meno noti, serate con reading dei testi, ecc.
  • la partecipazione, infine, alle fiere e alle mostre del settore (dal Salone del libro di Torino alla fiera Più libri Più liberi, al Festival della Letteratura di Mantova e così via).

L’investimento in ogni caso è mirato a raggiungere il pubblico potenziale interessato ai titoli prodotti e può succedere che anche un piccolo editore riesca a raggiungere il primo posto della classifica dei libri più venduti, come è accaduto nella scorsa settimana all’ultimo volume di Gianrico Carofiglio, che tra parentesi non è neanche una nuova avventura del suo personaggio chiave, l’avvocato Guerrieri.
In queste strategie promozionali il costo/contatto, ossia il parametro che indica la spesa sostenuta per raggiungere un potenziale acquirente, è sicuramente più alto di quello assicurato da uno spot costoso visto da milioni di persone, ma il ritorno in termini di acquisto effettivo è più interessante.

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in Editori. Lascia un commento