L’intreccio tra editoria tradizionale e editoria digitale in rete si è arricchito con il mondo virtuale di Second Life (SL) di una nuova e originale declinazione che amplia il panorama più conosciuto con percorsi non ancora completamente esplorati (per una introduzione a SL si può vedere questo post).
Nella breve storia di SL la dimensione culturale è apparsa connaturata al concept originario di reinventare il mondo reale prescindendo da vincoli di tipo fisico o economico: come ha sottolineato il suo fondatore, Philip Rosedale, SL può appagare la realizzazione del sogno diffuso di vedere il mondo trasformarsi in base alle idee che si hanno in mente. I tentativi iniziali di realizzazione di questo concept sono stati necessariamente segnati da una preminenza della cultura tecnologica – informatica o telematica – e di quella legata all’architettura; quindi politica, economia e giustizia sono entrate come fattori regolativi nella vita del nuovo mondo.
Solo dopo la prima fase di consolidamento, a partire dall’inizio del 2006, arte, musica e letteratura hanno trovato spazio e forme di cittadinanza in SL, offrendo l’accesso di giovani artisti a spazi espositivi gratuiti o riproducendo nella realtà virtuale fenomeni ed eventi del primo mondo: così nell’agosto 2006 si sono svolti il primo concerto virtuale con l’esibizione della folksinger americana Suzanne Vega (il video è qui) e la prima intervista virtuale allo scrittore Kurt Vonnegut (nella foto), morto nell’aprile di quest’anno. Chi ha amato Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, uno dei romanzi più radicali contro la guerra mai scritti nel secolo XX, non può non provare una emozione assai forte risentendo la voce chiara e profonda di Vonnegut e rivedendolo per più di mezzora nelle sembianze di un giovane avatar.
Gli editori inglesi e americani
Questa apertura alla rappresentazione della cultura non poteva sfuggire a chi la cultura cerca quotidianamente di produrla e di diffonderla: così gli editori inglesi e americani si sono mossi per primi organizzando o una presenza diretta in SL o eventi di vario tipo.
Nel settembre 2006 la casa editrice inglese Penguin Book, nota per le sue collane di libri tascabili, ha organizzato una promozione del romanzo di Stephenson Neal Snow Crash, una storia futuribile sul Metaverso prossimo venturo (su cui vedi questa voce di Wikipedia), che può essere considerato un antenato di SL: estratti del libro in formato audio e testuale erano offerti in chioschi attrezzati e aperti agli avatar presenti all’evento.
Alla fine del 2006 l’editore americano Wiley, che ha festeggiato quest’anno 200 anni di attività, ha aperto la sua libreria virtuale in occasione della pubblicazione della Guida ufficiale di SL: in questo caso è stato organizzata una festa con la partecipazione degli autori e dei residenti del mondo virtuale.
Un terzo esempio è fornito dalla casa editrice Bantam Dell, del gruppo Random House, la cui libreria ospita settimanalmente incontri e discussioni con gli autori.
In questi ultimi due casi occorre notare che le librerie di SL non vendono “ancora” libri, come avviene ad esempio presso Amazon o Internet BookShop, ma lo spazio è utilizzato per le attività di promozione delle nuove pubblicazioni, per gli incontri con gli autori e per la costruzione delle comunità dei lettori.
Parallelamente, per iniziativa di un piccolo editore indipendente londinese, sono state create in SL due isole contigue con i suggestivi nomi di Book Island e Publishing Island, che offrono spazi anche in affitto a editori e librerie. In Book Island, infine, sarà pubblicato nel 2008 How To Live Your Second Life di Andrew Sullivan il primo libro interamente progettato, editato e prodotto in SL.
(continua al post successivo)