Il ritorno di Fahrenheit 451

Ci sono libri che lasciano il segno e ritornano a distanza di tempo all’attenzione, in forme anche diverse e attualizzate. In “Editing and Publishing” abbiamo parlato di longseller per segnalare quei titoli che dimostrano una vitalità pluriennale, fuori delle mode e delle strategie editoriali di mercato. Vi sono altri testi che, nel corso del tempo, ispirano trasposizioni sul grande schermo o a teatro, diventano l’emblema di punti di incontro e sono presenti diffusamente nella rete Internet.

fahrenheit.jpgÈ sicuramente il caso di Fahrenheit 451, fortunato romanzo di fantascienza di Ray Bradbury pubblicato all’inizio degli anni Cinquanta. La storia è ambientata in un futuro ravvicinato, in una società che ha deciso di mettere al bando la lettura dei libri e ha imposto l’uso della televisione per istruirsi, informarsi e divertirsi. Il protagonista è un vigile del fuoco, addetto proprio al rispetto della legge contro la lettura, che casualmente e lentamente si accorge della insensatezza della sua vita e dei benefici che può ricevere dalla conoscenza attraverso i libri.

fahrenheit_film.jpgNel 1966 il regista francese François Truffaut aveva trasposto il racconto adattandolo per il grande schermo, con alcune soluzioni di grande suggestione, non presenti nel testo originale, come ad esempio gli uomini-libro, persone che hanno imparato a memoria i libri per trasmetterli alle generazioni future e che si chiamano con il titolo del libro che hanno studiato. Un’immagine, quest’ultima, improntata a un forte pessimismo e in parte riconducibile alla poetica di Truffaut, ma lontana dalla visione più positiva espressa nel finale da Bradbury,

Chi volesse (ri)vedere il film può partecipare all’iniziativa promossa dalla Fondazione Lelio e Lisli Basso “Cinema in biblioteca” che inizia il 6 marzo 2008 alle ore 16. Introdurranno Luciano Canfora e  Fabio Troncarelli con interventi sul tema “Libri all’indice e censura”. L’invito per partecipare è qui.

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La pagina di un libro e la pagina di un sito

Che cosa hanno in comune la pagina di un libro e la pagina di un sito?

  • la forma in primo luogo: nel libro essa è data dal formato e dalle scelte di impaginazione del grafico. Nella pagina di un sito la forma è data dalle dimensioni, questa volta sullo schermo, e dal layout (a 1, 2, 3, 4 colonne).
  • Il contenuto poi: nel libro può essere a titolazione semplice e con flusso continuo, oppure strutturato in parti, sezioni, capitoli, paragrafi, sottoparagrafi, ecc. Nel sito il testo è difficilmente presentato in forma continua ed è suddiviso in blocchi con titolo, abstract e collegamento al seguito.
  • Il paratesto, ossia tutti gli elementi accessori che guidano alla lettura e alla consultazione: nel libro principalmente le note, gli indici, la bibliografia, ecc. Nel sito la mappa, i link, le faq (frequently asked question), alcuni strumenti di navigazione come le “briciole di pane”, ecc. 

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