aNobii

I servizi innovativi del Web 2.0 permettono di condividere in linea diverse tipologie di contenuti e informazioni, di contatti e di rapporti: dalle fotografie su Flickr alle diapositive su Slideshare, dai filmati su Youtube ai bookmark su del.icio.us, dagli amici su Facebook ai colleghi di lavoro o di settore su Linkedin.

Meno conosciuto, ma non per questo meno interessante dal nostro punto di vista, è il servizio gratuito lanciato nell’agosto 2005 da una società con sede a Hong Kong: si tratta di aNobii, una rete sociale che permette di condividere in linea collezioni personali di libri: l’utente inserisci nel proprio spazio schede sui testi in lettura o già letti e può decidere di farle vedere o no agli altri partecipanti.

aNobii è una variante della prima parola con cui è indicato in zoologia un tarlo del legno, che si annida anche nei libri: l’Anobium punctatum. La doppia “i” finale non è un errore, ma dipende dal fatto che il dominio “anobi.com” era stato già assegnato. Con aNobii è possibile catalogare i propri libri e scoprire i testi proposti dagli altri utenti. Al momento sono più di 4 milioni i volumi schedati.

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VerdeNero

Un sito, un blog e altri strumenti del social software, come i video di YouTube o le foto di Flickr, accompagnano lo sviluppo di una nuova collana che si caratterizza attraverso due colori: il verde e il nero.

Verde come la natura, l’ecologia, lo sviluppo sostenibile; nero dal noir francese, ossia come racconto avvincente in cui importante non è la soluzione del
caso (come nei gialli classici), ma la comprensione delle cause del
crimine e dell’illecito.

“VerdeNero” diventa in una sola parola il titolo della collana tematica realizzata dalle Edizioni Ambiente in collaborazione con Lega Ambiente. L’asse editoriale ruota intorno all’espressione  “ecomafia”, un neologismo che vuole circoscrivere le attività criminali ai danni dell’ambiente naturale e storico-culturale. Di quali attività si tratta?

Attività poste in essere da organizzazioni malavitose senza scrupoli che avvelenano l’aria, i fiumi, i mari, i terreni agricoli, sventrano montagne e colline, rubano l’acqua, incendiano boschi e foreste, cementificano le coste, i parchi e i luoghi più belli. Convenzionalmente si suole dividere l’ecomafia in quattro grandi macro-crimini: ciclo dei rifiuti, ciclo del cemento, racket degli animali, “archeomafia”.

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Blog-based peer review

Spieghiamo innanzitutto il titolo: con peer review si intende, in particolare nel mondo scientifico, la verifica a cui viene sottoposto un articolo o un saggio prima di essere pubblicato, attraverso l’esame fatto da tre o quattro specialisti che valutano la qualità scientifica del testo. Il tutto si svolge in modo anonimo: il nome dell’autore non è conosciuto dagli specialisti; gli eventuali commenti o le critiche giungono all’autore senza conoscere il nome degli specialisti. Il sistema funziona anche nel campo saggistico o letterario in modo non chiaramente formalizzato: un editore o il direttore di una rivista può far leggere un nuovo romanzo o un nuovo saggio a consulenti di sua fiducia, per avere una conferma della pubblicazione. Wikipedia traduce letteralmente le parole inglesi con l’espressione “revisione paritaria” e sostiene  la validità di questa procedura con la seguente motivazione:

La ragione principale della revisione paritaria è che è molto difficile per un singolo autore, o per un gruppo di ricerca, riuscire ad individuare tutti gli errori o i difetti di uno studio complesso. Questo non perché le inesattezze siano aghi nel pagliaio, ma perché in un prodotto intellettuale nuovo e talvolta eclettico, un’opportunità di miglioramento può essere visibile soltanto a persone con conoscenze molto specifiche. Di conseguenza mostrare il proprio lavoro ad altri aumenta la probabilità che le debolezze vengano identificate e, grazie a consigli e incoraggiamenti, corrette. L’anonimato e l’indipendenza dei revisori hanno lo scopo di incoraggiare critiche aperte e scoraggiare la parzialità nelle decisioni sul finanziamento e la pubblicazione.

Con blog-based si intende, invece, un “sistema basato sui blog”, ossia l’idea di utilizzare il contenitore blog per sottoporre a peer review un testo in via di pubblicazione. Si tratta di un esperimento innovativo condotto da Noah Wardrip-Fruin, professore di comunicazione presso l’Università di California a San Diego, curatore di ben tre antologie sulle caratteristiche dei new media pubblicate dalla prestigiosa MIT Press e tra gli animatori del blog  multiautore “Grand Text Auto” dedicato alla narrativa, ai giochi, alla poesia e all’arte in ambiente digitale.

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Editoria e Second Life

L’intreccio tra editoria tradizionale e editoria digitale in rete si è arricchito con il mondo virtuale di Second Life (SL) di una nuova e originale declinazione che amplia il panorama più conosciuto con percorsi non ancora completamente esplorati (per una introduzione a SL si può vedere questo post).
Thumbnail image for Vonnegut.jpgNella breve storia di SL la dimensione culturale è apparsa connaturata al concept originario di reinventare il mondo reale prescindendo da vincoli di tipo fisico o economico: come ha sottolineato il suo fondatore, Philip Rosedale, SL può appagare la realizzazione del sogno diffuso di vedere il mondo trasformarsi in base alle idee che si hanno in mente. I tentativi iniziali di realizzazione di questo concept sono stati necessariamente segnati da una preminenza della cultura tecnologica – informatica o telematica – e di quella legata all’architettura; quindi politica, economia e giustizia sono entrate come fattori regolativi nella vita del nuovo mondo.
Solo dopo la prima fase di consolidamento, a partire dall’inizio del 2006, arte, musica e letteratura hanno trovato spazio e forme di cittadinanza in SL, offrendo l’accesso di giovani artisti a spazi espositivi gratuiti o riproducendo nella realtà virtuale fenomeni ed eventi del primo mondo: così nell’agosto 2006 si sono svolti il primo concerto virtuale con l’esibizione della folksinger americana Suzanne Vega (il video è qui) e la prima intervista virtuale allo scrittore Kurt Vonnegut (nella foto), morto nell’aprile di quest’anno. Chi ha amato Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, uno dei romanzi più radicali contro la guerra mai scritti nel secolo XX, non può non provare una emozione assai forte risentendo la voce chiara e profonda di Vonnegut e rivedendolo per più di mezzora nelle sembianze di un giovane avatar.

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Editoria e Second Life/2

[Per leggere la prima parte si può andare qui].

Gli editori italiani

In Italia l’interesse per SL è stato manifestato soprattutto da quegli editori, che hanno nel catalogo pubblicazioni legate direttamente al mondo virtuale o, più in generale, alle innovazioni della cultura digitale.
Guida Editori, casa editrice napoletana di saggistica e di letteratura fondata nel 1920, ha affittato uno spazio in Publishing Island per presentare le sue pubblicazioni e per organizzare eventi: in occasione della pubblicazione del romanzo Psychedelicon di Francesco Prisco, è stato organizzato l’happening BookParty ispirato al libro con musica rock psichedelica e avatar danzanti (il video dell’happening è qui). Ora la casa editrice ha aperto una nuova presenza in quel di Siena (sempre in SL) e ha intenzione di proseguire le proprie attività di promozione della lettura e della cultura del libro con iniziative che coinvolgano attivamente i residenti di SL, come per esempio il concorso fotografico “Log and Read” (informazioni ricevute da Paola Mazzucchi dell’AIE che ringraziamo vivamente) . Nel catalogo Guida è presente anche la Guida turistica essenziale a Second Life a cura di Carr Paul e Pond Graham.
mind_invaders.jpgCastelvecchi Editore, casa editrice romana che ha pubblicato nel 1995 Mind Invaders a cura del Luther Blissett Project (il gruppo che darà vita alla Fondazione Wu Ming su cui vedi questo post) e che si occupa di cultura underground legata alla sperimentazione e alle nuove tendenze, ha creato la sua presenza virtuale in SL nella Wondeland Island e ha sviluppato parallelamente un sito apposito: Qadeema. Qadeema, una parola ebraica che significa “avanti”, è presentata come la virtual branch della casa editrice, che pubblicherà testi in inglese per promuovere autori e libri che trattano la tematica dei mondi virtuali.
Meltemi Editore, infine, casa editrice anch’essa romana molto attiva
nella saggistica e nell’editoria universitaria, per la
costruzione del proprio spazio in SL ha lanciato il concorso
“Second Architecture for Meltemi Editore”, patrocinato dal Ministero
degli Esteri e aperto ai giovani designer del mondo digitale. I progetti presentati sono stati ben 18 e vincitore di un premio di 5.000 euro è risultato Imaginaria, presentato da un gruppo di giovani architetti che
si sono formati anche con il nome del loro avatar. Le foto dei bozzetti
sono visibili qui; di seguito ne riportiamo una.

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Libri ed e-book

Sul sito di Amazon compare questa avvertenza: Kindle, presentato in questo post, sarà di nuovo disponibile a partire dal 17 dicembre e, se lo si vuole ricevere entro il 24 dicembre per regalarlo a Natale, occorre scegliere la consegna Free Super Saver Shipping. Infatti è precisato che:

Kindle Availability
Due to heavy customer demand, Kindle is temporarily sold out. Because we ship Kindles on a first-come, first-served basis, please ORDER NOW to reserve your place in line. See availability messaging above for estimated in-stock date. Note that Kindle cannot currently be sold or shipped to customers living outside of the U.S.

Si possono avanzare un paio di ipotesi: (1) il nuovo prodotto/servizio è stato accolto con così grande entusiasmo dal pubblico americano, che in pochissimi giorni è andata esaurita il primo stock di magazzino; (2) Jeff Bezos ha ideato una tattica precisa per spingere i potenziali clienti a presentare subito un ordine di acquisto, in modo da poter sfruttare al meglio il periodo dei regali natalizi e da pianificare il quantitativo di produzione.
La prima ipotesi non può essere esclusa, anche se non è suffragata dai commenti apparsi sulla stampa americana: così, ad esempio, il curatore della rubrica di tecnologia del «New York Times» ha paragonato il design di Kindle a quello di un Commodore 64, un computerino di prima generazione, che collegato a un monitor permetteva di giocare con videogiochi digitali.E il paragone suona leggermente impietoso.

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Book 2.0

bezoskindle.gifNel blog di “Editoria multimediale” il tema del destino dei libri nell’epoca digitale era stato introdotto alcuni mesi fa, suscitando anche una certa discussione. Sulla copertina dell’ultimo numero di «Newsweek» la questione ritorna con la foto di uno strano oggetto, che ha la forma di un libro, la tastiera di uno strumento digitale e uno schermo con il titolo “i libri non sono morti”. La scritta più piccola in rosso recita a mo’ di correzione la frase: “Stanno soltanto diventando digitali” e, soprattutto, il viso sornione nascosto dietro lo schermo è quello di Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, la più grande libreria virtuale del mondo.
L’oggetto misterioso si chiama Kindle ed è il nuovo lettore di libri digitali, che Amazon si appresta a mettere in commercio per poco meno di 400 dollari (circa 275 euro al cambio attuale). Non si tratta di una replica o di un concorrente del Reader prodotto dalla Sony in commercio dallo scorso anno: vuole essere qualcosa di più, una sorta di Book 2.0, ossia un servizio completo per i lettori di libri.

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L’informazione tra blog e giornali

La prima notizia è ripresa dal lancio della principale agenzia giornalistica italiana:

(ANSA) – TRIESTE, 17 OTT – Per la prima volta in Italia una  testata giornalistica accredita un blogger e non un proprio redattore per fare la cronaca di un evento legato a Internet. A fare da “inviato” – come freelance – sarà Massimo Mantellini, uno dei blogger più letti a livello nazionale, che seguirà per il “Sole 24 Ore” da oggi fino al 19 ottobre prossimo il Web 2.0 summit a San Francisco (Usa). Oltre che scrivere sul proprio blog, Mantellini pubblicherà articoli per l’inserto cartaceo  settimanale “Nova”, dedicato alle tematiche dell’innovazione, della tecnologia e di Internet. “Il Web 2.0 – ha spiegato all’ANSA il responsabile di Nova, Luca De Biase – è certamente un luogo nato da idee
pionieristiche e che ha molto a che fare con l’esperienza di un blogger, ma mi aspetto che Mantellini lo racconti in modo molto personale”. Sul perché la scelta sia caduta proprio su di lui, De Biase ha precisato che “Massimo è un autore importante per la rete e conosce l’umore della rete come pochi altri. Avremo modo di inviare altri in altre occasioni – ha concluso – se ne avranno voglia e tempo”. Nel frattempo, sul proprio blog Mantellini ha già ricevuto  50 commenti di incoraggiamento al post con l’annuncio della sua  partenza, e da parte sua conclude sperando che al Sole “avranno da pentirsi troppo di
aver mandato un blogger a seguire  un evento così importante”.

La seconda notizia è di fonte americana:
la Camera dei deputati ha approvato a larghissima maggioranza una nuova
legge (“Free Flow of Information Act”) che garantisce ai giornalisti coinvolti in inchieste federali il diritto a non divulgare le proprie fonti (a federal media shield, ossia uno scudo federale per i media): si tratta
di un principio storico della deontologia professionale del
giornalismo, una sorta di segreto professionale che esime il
singolo giornalista dall’obbligo di rivelare la fonte delle sue
informazioni. Il principio era stata messo in discussione
dall’Amministrazione centrale dopo l’11 settembre e la Camera ha voluto
ribardirlo con una novità fondamentale.

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